martedì 26 giugno 2012

Un articolo rubato


Per esempio
- di Antonio Paolacci -

26 giugno 2012
Prenderò poco spazio per raccontarvi un episodio appena accaduto, che trovo molto interessante per chi non avesse ancora ben chiara l’attuale situazione dell’editoria italiana.
Brevissima premessa: non molto tempo fa, una persona che lavorava in una libreria di catena mi ha confidato che, a volte, di fronte al cliente in cerca di alcuni libri non presenti in negozio, i commessi avevano l’ordine di rispondere che quei libri erano irreperibili, ovvero che non era possibile nemmeno ordinarli, sebbene in realtà lo fossero.
Il motivo? Chiamiamola politica aziendale: pare infatti che la frase «Non lo abbiamo, ma possiamo ordinarlo» spinga molti lettori a provare in altre librerie, piuttosto che fare un ordine in quella in cui si trovano. Dicendo invece che il libro non è rintracciabile da nessuna parte, il lettore si rassegna e magari compra un altro libro.
Pochi giorni fa, una persona cerca Madreferro di Laura Liberale in una libreria di catena della sua città. Non trovandolo esposto, chiede alla commessa, la quale le comunica che il libro non è reperibile.
Ieri, informato della cosa, prendo il telefono.
Senza dire chi sono, chiedo alla libraia in questione se sia possibile acquistare questo titolo da loro. La donna mi dice di no, e che non posso nemmeno ordinarlo.
Chiedo come mai.
Mi risponde che loro non trattano con il distributore di questa casa editrice.
Ribatto: «Mi sta dicendo che non avete nessun libro distribuito da Pde? Quindi non avete minimum fax?»
Certo che hanno minimum fax, mi risponde. Poi mi chiede, testualmente: «Lei non è un cliente, vero?»
Le dico chi sono.
La tizia farfuglia qualcosa, mi dice: «Ah, certo, Perdisa, certo che abbiamo i vostri libri… In effetti vedo adesso il titolo in vendita su internet (sic!) e dovremmo averlo anche noi, sì. Senta, mi lasci fare un controllo e la richiamo, va bene?»
Due ore dopo mi richiama.
Dice che il libro è reperibile eccome. Dice che non sa cosa sia successo. Dice che entro un paio di giorni lo avranno.
L’attuale situazione dell’editoria italiana è anche questa. Così gli scrittori perdono lettori, così i lettori non trovano quello che cercano. Inutile dire che la reperibilità dei libri pubblicati da editori indipendenti non dipende né dalla loro qualità, né dal lavoro della casa editrice. Siamo schiacciati da strategie come queste, meschine e colpevoli.
Credo che spargere la voce sia utile: sappiate e dite in giro che i libri Perdisa Pop sono distribuiti in tutte le librerie italiane (a eccezione, naturalmente, di alcune piccole indipendenti che vendono solo certi titoli con politiche particolari).
Se vi dicono che non li hanno in negozio, ordinateli. Se vi dicono che non potete nemmeno ordinarli, mentono.

FONTE: Blog Perdisa Pop

lunedì 25 giugno 2012

Festivaletteratura 2012 - I Nomi

Gabriela Adamesteanu, Andrea Agnelli, Simonetta Agnello Hornby, Alexander Ahndoril, Marco Aime, Maria Luisa Altieri Biagi, Cristina Alziati, Jean-Loup Amselle, Carlo Annese, Giuseppe Antonelli, Franco Antonello, Mario Artioli, Natalia Aspesi, Shalom Auslander, MassimoBacigalupo, Marco Baliani, Claudio Bartocci, Antonia Baum, Zygmunt Bauman, Pierre Bayard, Pietro Beltrami, Aimee Bender, Stefano Benni, Paolo Benvegnù, Mischa Berlinski, Riccardo Bertoncelli, Peter Bichsel, Giovanni Bignami, Laura Boella, Tito Boeri, Corrado Bologna, Lina Bolzoni, Claudio Borghi, Joe Boyd, Ennio Brion, Giulio Busi, Jaume Cabrè, Andrea Canova, Pierluigi Cappello, Luigi Caracciolo, Massimo Carlotto, Chiara Carrer, Roberto Casati, Francesco M. Cataluccio, Marco Cattaneo, Ermanno Cavazzoni, Aidan Chambers, Davide Ciferri, Massimo Cirri, Naila Clerici, Chiara Codecà, Gherardo Colombo, Guido Conti, Paolo Cornaglia Ferraris, Matteo Corradini, Lella Costa, Pino Costalunga, Luca Crovi, Umberto Curi, Mimmo Cuticchio, Emilio D'Alessandro, Nicola Davies, Concita De Gregorio, Domenico De Masi, Mary De Rachewiltz, Guy Delisle, Stefano Di Colli, Marco Di Domenico, Michele Di Sivo, Sergio Dogliani, Piero Dorfles, Tommaso Dorigo, Pablo d'Ors, Roddy Doyle, Nathan Englander, Fulvio Ervas, Cristina Faccincani, Anna Maria Farabbi, Franco Farinelli, Marcello Fois, Giorgio Fontana, Enrico Franceschini, Simone Frasca, Chiara Frugoni, Chicca Gagliardo, Bruno Gambarotta, Silvana Gandolfi, Nicola Gardini, Pietro Garibaldi, Giovanni Gavazzeni, Vittorio Giardino, Daniele Giglioli, Gian Francesco Giudice, Miguel Gotor, Massimo Gramellini, Licia Granello, Pietro Grasso, Stephen Greenblatt, Emmanuel Guibert, Ulla Hahn, Seamus Heaney, Lance Henson, Helena Janeczek, Mahmoud Jaran, Alain Keler, Lars Kepler, Edgar Keret, Andreas Kipar, Roberto Koch, Michael Krüger, Raffaele La Capria, Nicola Labanca, Shaul Ladany, Tahar Lamri, Frederic Lemercier, Stefano Levi della Torre, Luciano Ligabue, David Lodge, Andrej Longo, Davide Longo, Carlo Lucarelli, Andrea Lundgren, NeilMacGregor, Maurizio Maggiani, Licia Maglietta, Claudio Magris, Danilo Mainardi, Elia Malagò, Marco Malvaldi, Alberto Manguel, Diego Marani, Sara Marconi, Ignazio Marino, Clelia Martignoni, Armando Massarenti, Riccardo Mazzeo, Melania Mazzucco, Pia Meda, Francesco Mele, Dino Meneghin, Myrta Merlino, Fausto Mesolella, Paolo Mieli, Marco Missiroli, Luca Molinari, Massimo Montanari, Antonio Moresco, Edgard Morin, Davide Morosinotto, Toni Morrison, Luigina Mortari, Matteo Motolese, Gavino Murgia, Michela Murgia, Péter Nádas, Loretta Napoleoni, Tobie Nathan, Sönke Neitzel, Eskhol Nevo, Nadia Nicoletti, Danielle Nierenberg, Yoshiko Noda, Paolo Nori, Alberto Notarbartolo, Ermanno Olmi, Piersandro Pallavicini, Lorenzo Palmeri, Laura Pariani, Stena Paternò, Paolo Pellegrin, Valerio Pellizzari, Pia Pera, Silvio Perrella, Giulia Perroni, Anna Peyron, Daniele Piccini, Gianandrea Piccioli, Francesco Piccolo, Ottavia Piccolo, Marilia Piccone, Telmo Pievani, Claudia Piñeiro, Bianca Pitzorno, Lucilla Pizzoli, Giuliano Poletti, Emiliano Ponzi, Ileana Pop, Antonio Prete, Gabriele Ranzato, Luca Rastello, Massimo Recalcati, Emilio Rentocchini, Camillo Ricordi, Claudio Ricordi, David Riondino, Franca Roiatti, Marco Romanelli, Silvia Ronchey, Ermes Ronchi, Nella Roveri, Louis Sachar, Eurig Salisbury, Antonio Saltini, Rosario Sapienza, Stefano Scansani, Andrea Scanzi, Luca Scarlini, Andrea Schiavon, Eric-Emmanuel Schmitt, Francesca Scotti, Scraps Orchestra, Andrea Segrè, Cesare Segre, Lutz Seiler, Steve Sem-Sandberg, Lola Shoneyin, Matthew Spender, Jón Kalman Stefánsson, Marco Stracquadaini, Nanni Strada, Carla Stroppa, Sualzo, FedericoTaddia, Miriam Toews, Bruno Tognolini, Olga Tokarczuk, Jáchym Topol, Hans Tuzzi, Filippo Ulivieri, AndreaValente, Ernest Van der Kwast, Jan Douwe Van der Ploeg, Giorgio Vasta, Guido Vitiello, Ngugi Wa Thiong'o, Paul Wilmott, Paola Zannoner, Piero Zardo, Stefano Zenni.

venerdì 20 aprile 2012

Un decennio d'Italia attraverso il Gatto Selvatico



"Servire da ideale punto d'incontro per tutti coloro che fanno parte della grande famiglia del gruppo Eni."

Con queste parole nel luglio del 1955 Enrico Mattei descriveva il suo primario obiettivo nel fondare la rivista mensile "IL GATTO SELVATICO", la cui direzione venne affidata ad Attilio Bertolucci: in quegli anni era ancora viva la speranza di unire la cultura industriale e la cultura umanistica.
Nel prendere in mano la direzione della rivista, Bertolucci impose da subito il suo volere: "Faccio la rivista se posso essere libero."
Con questa libertà riusci a creare una rivista per tutti.
Questo libro è una raccolta di alcuni articoli che vennero pubblicati sulla rivista nel suo decennio di vita, dal 1955 al 1964. Articoli scritti da nomi importanti della letteratura italiana: Natalia inzburg, Carlo Emilio Gadda, Leonardo Sciascia, Giuseppe Dessi e tanti altri.
Scritti che danno uno spaccato dell'Italia di quegli anni. In pieno boom economico.

"Viaggio in Italia - Un ritratto del paese nei racconti del Gatto Selvatico (1955- 1964)
Ed: Bur Rizzoli - € 9,9


venerdì 20 gennaio 2012

Concita De Gregorio a Finalmente Domenica (RE)



Finalmente Domenica a Teatro ricomincia il 22 gennaio prossimo con un secondo ciclo di appuntamenti con scrittori, giornalisti, filosofi, artisti e musicisti, organizzato dalla Fondazione I Teatri e dal Banco S.Geminiano e S.Prospero.


Dopo l’interruzione natalizia e dopo gli appuntamenti del primo ciclo, molti dei quali hanno registrato il tutto esaurito (circa 6000 le persone che complessivamente hanno assistito agli appuntamenti del 2011), il 22 gennaio, alle 11, la Sala degli Specchi torna ad ospitare le conversazioni mattutine: comincia la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio, in dialogo con Roberta Cardarello, pedagogista e docente di Didattica generale dell’Università di Modena e Reggio su “Così è la vita. Imparare a dirsi addio”.


I bambini fanno domande. A volte imbarazzanti, stravaganti, definitive. Vogliono sapere perché nasciamo, dove andiamo dopo la morte, perché esiste il dolore, cos’è la felicità. E gli adulti sono costretti a trovare delle risposte. È un esercizio tra la filosofia e il candore, che ci obbliga a rivedere ogni volta il nostro rassicurante sistema di valori. Perché non possiamo deluderli, né ingannarli. Siamo stati come loro non troppo tempo fa.


Il libro di Concita De Gregorio, si chiama così Così è la vita, pubblicato da Einaudi, 2011. Perché così è la vita, così va la vita, la vita è fatta così. Quante volte è stata questa la risposta dei genitori ai figli davanti alle sconfitte, alle amarezze, alle difficoltà e agli eventi inspiegabili e ingiusti della vita? È fatta così. Ma così come? Com’è la vita, papà? E perché nessuno la racconta davvero e ti coglie sempre di sorpresa, come se l’infelicità, la malattia, la morte, il dolore fossero un imprevisto, un’eccezione, un capriccio del destino anziché la sorte che tutti ci accomuna? Nel dialogo a distanza tra padre e figlia, la Grande Domanda si dipana attraverso le piccole cose della vita: una canzone e un libro, un film visto insieme, un’amica ritrovata in treno, una cerimonia, un programma tv. Le favole da raccontare ai nipoti, le domande dei bambini e le loro risposte: una sorgente di verità e di luce nel tempo buio che stiamo attraversando.


L’intero programma di Finalmente Domenica è scaricabile dal sito www.iteatri.re.it. I prossimi appuntamenti vedranno alternarsi personaggi come Licia Maglietta (29 gennaio) Marco Lodoli (5 febbraio), Vito Mancuso (12 febbraio), Stefano Bordiglioni (19 febbraio), Roberta De Monticelli (26 febbraio), Stefano Bartezzaghi (4 marzo), Eva Cantarella (11 marzo), Gek Tessaro (18 marzo), Paolo Terni e ilo Bacco Ensemble (25 marzo), Salvatore Natoli (1 aprile), Voci del Tempo su Bruce Springsteen (15 aprile), Orchestra dei Bambini dell’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo Monti (22 aprile).




FONTE: 24 Emilia

giovedì 12 gennaio 2012

Parole di Donna

L'altra metà di Parma: interviste al femminile - Stalking giorno per giorno: una vittima racconta. E spiega che si può uscirne, malgrado tutto

Matilde era un'imprenditrice nel settore ceramico. Poco più che quarantenne, ha conosciuto una persona affascinante: un vero gentiluomo. E si è innamorata. L'abbraccio di quel gentiluomo però si è dimostrato stretto come quello di una serpe. Ai suoi occhi, Matilde non doveva lavorare. Non doveva incontrare altre persone senza di lui. Non doveva ribellarsi in alcun modo, altrimenti erano botte. Quando lei l'ha fatto e si è allontanata, ha iniziato a ricevere centinaia di messaggi al giorno. Frasi e minacce di ogni genere. Se Matilde si presentava per un colloquio di lavoro, erano già arrivate voci che la screditavano. Una vicenda di stalking che sul piano giudiziario non è ancora finita. Su quello personale, per Marzia è finita, ma forse le conseguenze non finiranno mai davvero.
La storia è quella di Marzia Schenetti, raccontata in un libro autobiografico: «Il gentiluomo. Una storia di stalking». Nel libro, edito da Il Ciliegio, la protagonista racconta l'evoluzione della vicenda e le emozioni provate giorno per giorno. Il nome Matilde è fittizio ma, assicura la Schenetti, i fatti raccontati sono tutti veri. Parlarne, per quanto doloroso sia, è un modo per affrontare le proprie paure e per mettere in guardia altre donne che possono trovarsi vittime di stalking.
Gazzettadiparma.it ha intervistato Marzia Schenetti sul libro e la storia de «Il gentiluomo. Una storia di stalking». Il libro sarà presentato a Modena domenica 20 febbraio, alle 16,30, nella Sala Pivano della Fiera del Libro.
Ci parli di lei: chi è Marzia Schenetti? Ho 45 anni, sono di Cerredolo di Toano. Fino a tre anni fa ero un'imprenditrice del settore ceramico. (Dopo il periodo di stalking, ndr) Ho fatto la cameriera, l'imbianchina... Adesso ho un lavoro da operaia. Sono diplomata in grafica pubblicitaria e in canto lirico: ho fatto l'esame al Conservatorio di Parma nel 1997, preparandomi con un'insegnante di Reggio. Sono sempre state le mie passioni... E poi dipingo e scrivo.
Nel suo libro si parla di un “gentiluomo” ma l'ombra che si allunga in copertina e il sottotitolo «Una storia di stalking» non lasciano dubbi... Ci spieghi il suo libro. Il titolo nasce dal fatto che quella persona si presenta come un perfetto gentiluomo. Sa regalare felicità... Invece risulta essere tutt'altro. Lo stalking è la fase terminale di una vicenda psicologica che dura un anno ma c'è molto di più. Nel momento in cui ho avuto l'occasione di allontanarmi da questa figura, ho preso la forza per reagire.
In che modo è scritto «Il gentiluomo?»È un racconto giornaliero da quando conosco questa persona, come entra nella mia vita e mi toglie tutto quello che avevo: l'indipendenza economica, le amicizie, i collegamenti per trovare lavoro... Tutto il mondo esterno. Il libro è autobiografico: è una storia vera.
Entriamo nei dettagli: come si è svolta la vicenda? Ho avuto una relazione con lui nel 2008. Lo stalking è del 2009. È un seriale, una persona conosciuta da molte Procure per reati di questo tipo. La relazione è durata meno di un anno ma in pochissimo tempo sa creare una dipendenza sotto forma di minacce e ricatti che compromette qualsiasi altra scelta.
Perché? Cosa voleva da lei? L'unico mondo cui potevo accedere era il suo: è diventato un incubo e lo racconto giorno per giorno nel libro. Non potevo neanche fermarmi a prendere un pacchetto di sigarette, tanto per dire. Non avevo più indipendenza economica: in un mese mi sono vista soffiare la mia azienda. Non potevo trovare altri lavori perché ha martellato di minacce e denunce i posti in cui mi presentavo. Nasceva un senso di vergogna continuo. In seguito ho dovuto fare 7 mesi di analisi... Con questo libro mi sto mettendo a nudo - e non è facile - soprattutto verso le persone che mi conoscono come una donna molto forte e reattiva. Mi è dispiaciuto non poter approfondire vari aspetti: non è “solo” stalking, è molto più complessa la situazione.
Nel libro si parla anche di violenze fisiche...Il mio carattere è quello di una montanara tenace: non mi sono afflosciata tutta in una volta. Ogni volta che reagivo erano botte, in una discesa senza fine. La prima volta uno pensa che sia un caso, magari perché entrambi abbiamo alzato il tono... Ma quando si ripete tante volte, capisci che è un incubo. Penso di aver rischiato la mia vita per mano sua e anche per mano mia: si arriva a un punto dove non vedi il domani. Non potevo fare nemmeno una telefonata: l'unico famigliare che avevo vicino era mia madre, grande protagonista del mio libro. Mi ha aiutata molto.
Questo libro può essere un messaggio a chi viva storie simili: come si può uscirne? La cosa più difficile è proprio il fatto di non avere spazio né tempo per ragionare con la propria testa. Si arriva ad essere condizionati dalle decisioni di un altro. Ho potuto contare su una ventina di giorni perché questa persona è stata arrestata per un altro stalking... e questi giorni mi hanno permesso di ritrovare me stessa e la voglia di una vita semplice, normale.
Ha cambiato casa?No però è iniziato subito lo stalking. Ricevevo centinaia di messaggi al giorno: sms, posta elettronica... Il postino recapitava pacchi - ho ricevuto di tutto - raccomandate e cartoline numerate con i giorni che mi restavano da vivere. Ho cambiato almeno tre schede telefoniche. L'avvocato del Gruppo Antistalking (un gruppo di giuriste di Modena e Reggio Emilia, ndr) mi ha dato poche dritte ma efficaci per uscirne. Ho percepito la difficoltà del percorso che mi aspettava...
I risultati ci sono stati?Ha funzionato, anche se resta molto da fare nei “tempi scoperti” fra quando una donna denuncia e i tempi della giustizia. Ancora oggi mi mostrano un foglio sull'irreperibilità di quella persona, che non si presenta ai processi ed è ricercato per altri reati. Irreperibile può voler dire ovunque! Lui è libero, molto più libero di me o da una donna che ora abbia preso il mio posto.
Nel libro c'è molta inquietudine: per un anno, ho conosciuto persone della sua vita che in realtà erano attori pagati. Ho cenato con genitori che non esistono... Sono diventata un po' paranoica: qualunque persona nuova può provocarmi ansia.
Perché ha scritto «Il gentiluomo»?Prima di tutto per me stessa, dopo un anno chiusa in casa con ricordi malsani. Mettere nero su bianco tutto quello che avevo sopportato era un altro modo di denunciare. Spero che possa anche aiutare persone che non sanno come reagire o persone che non sanno nulla di queste situazioni.
Pensa che il “gentiluomo” di cui parla leggerà il libro? Sono convinta che l'abbia già in mano! Ho imparato a conoscerlo... Sarà il primo ad averlo. Onestamente non so se io provi più piacere o più paura: sono due sentimenti che in questo momento si accavallano. Per me è riprendermi un po' di quello che mi ha portato via.
Come giudica la legge contro lo stalking? Penso sia una legge giustissima ma, come per tante altre leggi in Italia, la macchina si inceppa. Ci sono giudici che ogni giorno tirano fuori persone che per prima cosa vanno a uccidere le loro vittime. Per chi ha vissuto esperienze di quel tipo è devastante! Muoiono molte donne, non sono casi sporadici. C'è ancora molto da fare.